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ANTICIPAZIONI SUL BASSO INFERNO

"Nel cerchio secondo s'annida

ipocrisia, lusinghe e chi affattura,

falsità, ladroneccio e simonia,

ruffian, baratti e simile lordura. (Canto XI)"

 

Salvador Dalì (1904-1989)

Xilografia originale
Provenienza: La Divina Commedia, Salani Arte e Scienze 1965
Dimensioni foglio: 33x26,2
Dimensione immagine: 18,2x25,5
Certificato di autenticità allegato

Salvador Dali (1904-1989)

Original xilography
Provenance: The Divine Comedy, Salani Art and Sciences 1965
Sheet size: 33x26.2
Image size: 18.2x25.5
Certificate of authenticity attached

 

LA DIVINA COMMEDIA

Salani Arte e Scienze 1965


Nel 1950, in vista del 700° anniversario della nascita di Dante Alighieri (1265-1321), il governo italiano commissionò a Salvador Dalì l’illustrazione della Divina Commedia.


Salvador Dalì vi lavorò dal 1950 al 1959, realizzando una serie incredibile di acquerelli, 100 in totale. L’artista si immerse totalmente nel capolavoro dantesco, analizzandone tutti gli aspetti intrinsechi, elaborandone in modo intimo e personale le sfaccettature, proponendo, al termine del suo compito, un percorso nei tre regni dell’aldilà davvero particolare. Le parole di Dante Alighieri diventarono per Dalì un riferimento per analizzare un ulteriore aspetto dell’inconscio, la fede, dando vita ad un suo personale percorso di redenzione. Non si limitò a riprodurre ciò che Dante descrisse nella Divina Commedia, ma riuscì con il suo tocco unico a ridefinire il viaggio tra i dannati, i penitenti e i beati, scegliendo un momento, un personaggio o uno scenario per lui stimolante.


34 tavole ripercorrono le tappe dei cerchi infernali, dove i demoni, i dannati, il contrappasso e le ambientazioni vengono ripresi con enfasi, ricchi di simbolismi caratteristici dello stile surrealista, includendo le figure molli, le stampelle, le ossa volanti e la definizione accentuata della prospettiva.


33 Tavole illustrano il passaggio nel Purgatorio, dove la prima rappresentazione racchiude il significato principale del percorso di purificazione di Dante e di Dalì stesso. Ognuno di noi ha dentro di sé delle colpe da espiare, osservandosi meglio esse si mostrano, come degli oggetti nascosti nei cassetti della nostra anima.


Il tema delle 33 tavole del Paradiso è totalmente differente, lo stile adottato cambia considerevolmente, i colori sono cangianti, a volte addirittura abbaglianti, il bianco riporta all’infinito, gli ambienti sono indefiniti e le figure trasmettono pace e beatitudine degne del regno dei cieli, il tutto molto fedelmente alla descrizione di Dante.


Al termine del lavoro di Salvador Dalì, il progetto venne dapprima lanciato in Italia, dove l’esposizione degli acquerelli non riscosse il successo sperato, a causa delle origini dell’artista e per le immagini sfacciate e in alcuni casi forti. Al contrario venne accolto con entusiasmo dai parigini, dove gli esperti incisori francesi accolsero volentieri il compito, seppur arduo, di realizzare le tavole di legno necessarie per il trasferimento degli acquerelli su carta. La riproduzione fu un compito difficile, ogni tavola richiedeva in media 35 diverse matrici, per un totale di 3500 incise a rilievo, realizzate nel corso di quattro anni di lavoro.

 

Codice: DC 011
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